FORGOT YOUR DETAILS?

Ricollocarsi a 50 anni

martedì, 05 marzo 2019 by

La frase che sento più spesso da colleghi che sono in difficoltà con la propria occupazione o che hanno perso il lavoro è “chi vuoi che mi assuma a cinquant’anni?”

E’ vero chi ha superato il fatidico muro dei cinquant’anni si pone il problema. E’ vero che ho tantissima esperienza, ma è quello a cui le aziende sono interessate?

Sono disposte a spendere per il tuo valore?

Molte volte la considerazione che le aziende non vogliano persone sopra una certa età è un nostro stesso preconcetto.

Ora i preconcetti esistono, esistono in azienda (nei selezionatori, nelle persone che devono decidere sulla tua assunzione) ma soprattutto esistono nella nostra testa.

Facciamo insieme alcune considerazioni. Seguitemi.

Il nostro valore rispetto al costo

Partiamo dalla considerazione che le persone qualificate sono merce rara. Non è facile trovare esattamente il candidato ideale per la posizione nel momento in cui ti serve. Quando eravate voi dall’altra parte del tavolo, lo avete visto più volte…almeno a me è capitato. E’ vero che tu stesso vedendo un annuncio potresti pensare ad una o due persone che pensi possano meglio ricoprire quel ruolo. E’ anche vero che questo è quello che tu pensi, ma non è detto che sia così da un punto di vista dei tuoi punti di forza rispetto a quello che oggi l’azienda sta cercando. Inoltre non è detto che quelle persone siano oggi interessate a quella posizione.

Quindi le aziende sono interessate alla nostra esperienza? Certo che sono interessate.

Siamo dei professionisti che hanno da 25 a 30 anni di esperienza sulle spalle, e non c’è studio che può fornirtelo.

E rispetto al costo? Sono disposte a spendere per uno stipendio pesante? Certo che sono disposte, se le tue competenze sono quello che gli serve. Ovvio che se ti posizioni per ruoli meno complessi, puoi aspettarti una retribuzione livellata verso il basso, ma anche le responsabilità lo saranno.

Il preconcetto del lavoratore anziano? Ma ho solo poco più di 50 anni!

Cominciamo col dire che per tutti, anche per chi è in azienda oggi, arriverà il momento di superare i 50. Quindi tutti, e proprio tutti dovrebbero mettersi nelle scarpe di chi è intervistato. Come sarei il tra 10 anni se cercassi lavoro e mi trovassi come possibile capo un ragazzo/a molto più giovane di me? Cosa penserei trovandomi di fronte il mio possibile futuro capo?

Se sui preconcetti degli altri poco possiamo fare, almeno sui nostri, cerchiamo di non limitarci da soli.

Quindi prima di tutto, mettiamo la data di nascita sul CV sul vogliamo, ma mettiamolo nella ultima riga, il selezionatore dovrà scorrersi tutta la vostra biografia, capire il vostro valore prima di arrivare al punto.

Inoltre cerchiamo di razionalizzare. Perché si potrebbe non volere assumere un professional cinquantenne?

Io mi sono fatta questa lista:

  1. Costa troppo
  2. Non ha le competenze giuste
  3. Sarebbe “diverso” dal resto del gruppo
  4. Potrebbe non avere la giusta energia/motivazione/curiosità/…

Sulle prime due torniamo al paragrafo precedente, e aggiungo anche che se non ho le competenze giuste, forse non ho risposto al giusto annuncio o forse devo studiare/aggiornarmi, oppure dare la disponibilità di lavorare pro bono in progetti che possano fornirmi le competenze giuste.

Sul terzo punto, molte aziende stanno lavorando sulla Diversity. La diversity non è solo di “gender” ma anche di religione, orientamento sessuale e età.

Valorizzate questo punto se sapete che l’azienda per cui state facendo il colloquio hanno dei programmi di Diversity.

L’ultimo punto è quello che può fare la differenza. Preparate degli aneddoti dove poter raccontare la vostra passione, le vostre motivazioni, e tutto quello che serve per sfatare il fatto che siete nella vostra migliore forma, consapevolezza e motivazione.

Ragazzi, siamo forti. Prima di tutto dovete crederci voi, poi se gli altri non lo vedono, pazienza, non era l’azienda per voi!

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